Il Petrarca dunque allevato ad Avignone, comunche e’ venne crescendo, si vide in lui gravità di costumi, ed altezza d’ ingegno. E ‘ fù di persona bellissimo, e bastò la formosità sua per ogni parte di sua vita. Apparate le lettere, ed uscito di quelli primi studj puerili, per comandamento del Padre si diede allo studio di Ragion Civile, e perseverò vi alcuno anno: Ma la natura sua, la quale a più alte cose era tirata, roco stimando le Leggi, ed i litigj, e riputando quella essere troppo bassa materia a suo ingegno, nascosamente ogni suo studio, a Tullio, a Vergilio, ed a Seneca, ed a Lattanzio, ed a gli altri Filosofi, e Poeti, e Storici riferiva, egli ancora pronto a dire in prosa, pronto a ‘Sonetti, ed a Canzoni morali, gentile, ed ornato in ogni suo dire; intanto sprezzava le Leggi, e loro tediose, e grosse commentazioni di chiose, che se la reverenza del Padre non l’avesse tenuto, non che esso fosse ito dietro alle Leggi, ma se le Leggi fossero ite dietro a lui, non l’ arebbe accettate.
Dopo la morte del Padre, fatto di sua podestà, subito si diede tutto a quelli studj apertamente, de’quali prima nascoso discepolo era stato per paura del Padre, e subito cominciò a volar sua fama, e ad esser chiamato, non Francesco Petrarchi,ma Francesco Petrarca, ampliato il nome per riverenzia delle virtù sue. Ed ebbe tanta grazia d ‘ intelletto, che fù il primo, che questi sublimi studj lungo tempo caduti, ed ignorati rivocò a luce di cognizione: i quali dapoi crescendo, montati sono nella presente altezza, della qual cosa, acciò che meglio s ‘ intenda, facendomi a dietro, con beve discorso raccontar voglio: