Francesco Petrarca uomo di grande ingegno, e non di minor virtù, nacque in Arezzo nel Borgo dell’Orto: la natività sua fù nel 1304. a ‘ di 21. di Luglio, poco innanzi il levar del Sole. Il Padre ebbe nome Petracolo, l’Avolo suo ebbe nome Parenzo; l’origine loro fù dall’ Ancisa. Petracolo suo Padre abitò in Firenze, e ſù adoperato assai nella Repubblica, perocchè molte volte mandato fù Ambasciadore della Città in gravissimi, casi, molte volte con altre commessioni adoperato a gran fatti, ed in Palagio un tempo fù Scriba sopra le Riformagioni diputato, e fù valente uomo, ed attivo, ed assai prudente.
Costui in quel naufragio de’ Cittadini di Firenze, quando sopravvenne la divisione trà Neri, e Bianchi, fù riputato sentire con parte Bianca, e per questa cagione, insieme con gli altri fù cacciato di Firenze: il perché ridotto ad Arezzo, quivi fé dimora, aiutando sua parte, e sua setta virilmente quanto bastò la speranza di dover ritornare a casa ; di poi mancando la speranza, partì da Arezzo, ed andonne in Corte di Roma, la quale in que’ tempi era nuovamente trasferita ad Avignone: in Corte fù bene adoperato con assai onore, e guadagno, e quivi allevò due suoi figliuoli, de’ quali l’uno ebbe nome Gherardo, l’ altro Checco: questo è quello, che fù poi chiamato Petrarca, come in processo di questa sua vita diremo.