Dopo questa battaglia tornò Dante a casa: e alli studij più ferventemente che prima si diede, e nientedimanco niente lasciò delle conversazioni urbane e civili: cosa miracolosa!; ché studiando continovamente, a niuna persona sarebbe paruto ch’egli studiasse, per l’usanza lieta e conversazione giovanile. Nella qual cosa mi giova riprendere l’errore di molti ignoranti, i quali credono niuno essere studiante, se non quelli che si nascondono in solitudine ed in ozio; e io non vidi mai niuno di questi camuffati e rimossi dalla conversazione delli nomini, che sapesse tre lettere. Lo ‘ngegno alto e grande non ha bisogno di tali tormenti, anzi и vera conclusione e certissima, che quello che non appara tosto, non appara mai: sicché stranarsi e levarsi dalla conversazione, и al tutto di quelli che niente sono atti con loro basso ingegno ad imprendere.
Ne solamente conversò civilmente con li uomini Dante; ma ancora tolse moglie in sua gioventù, e la moglie sua fu gentile donna della famiglia de’ Donati, chiamata per nome monna Gemma, della quale ebbe più figliuoli, come in altra parte di questa opera dimostreremo. Qui il Boccaccio non ha pazienza, e dice le mogli esser contrarie alli studij; e non si ricorda che Socrate, il più sommo filosofo che mai fosse, ebbe moglie e figliuoli, ed offizij nella republica della sua città; e Aristotele, che non si può dire più là di sapienza e di dottrina, ebbe due mogli in diversi tempi, ed ebbe figliuoli e ricchezze assai. E Marco Tullio, e Catone, e Seneca, e Varrone, latini sommi, filosofi tutti, ebbero moglie, figliuoli ed offizij, e governi nella republica. Sicché perdonimi il Boccaccio: i suoi giudizi sono molto frivoli in questa parte, e molto distanti dalla vera opinione. L’uomo и animal civile, secondo piace a tutti i filosofi; la prima congiunzione, della quale multiplicata nasce la città, и marito e moglie; né cosa può esser perfetta dove questa non sia, e solo questo amore и naturale, legittimo e permesso.