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Жизнеописание Данте и ПетраркиDella Vita, Studi e Costumi di DANTE. 3
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Della Vita, Studi e Costumi di DANTE. 3
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Dante nacque negli anni Domini 1265, poco dopo la tornata de’ Guelfi in Firenze, stati in esilio per la sconfitta di Monte Aperto. Nella puerizia sua nutrito liberalmente e dato a’ precettori delle lettere, subito apparve in lui ingegno grandissimo, e attissimo a cose eccellenti. Il padre suo Aldighieri perde’ nella sua puerizia: nientedimanco, confortato da’ propinqui e da Brunetto Latini, valentissimo uomo secondo quel tempo, non solamente a litteratura, ma agli altri studij liberali si diede, niente lasciando a dietro che appartenga a far l’uomo eccellente. Nй per tutto questo si racchiuse in ozio, né privossi del secolo; ma vivendo e conversando con gli altri giovani di sua età, costumato ed accorto e valoroso ad ogni esercizio giovanile si trovava; in tanto, che in quella battaglia memorabile e grandissima, che fu a Campaldino, lui, giovane e bene stimato, si trovò nell’armi combattendo vigorosamente a cavallo nella prima schiera; dove portò gravissimo pericolo, perocché la prima battaglia fu delle schiere equestri, nella quale e’ cavalieri che erano dalla parte delli Aretini, con tanta tempesta vinsero e soperchiarono la schiera de’ cavalieri fiorentini, che sbarattati e rotti bisognò fuggire alla schiera pedestre. Questa rotta fu quella, che fe’ perdere la battaglia alli Aretini; perocché i loro cavalieri vincitori, perseguitando quelli che fuggivano per grande distanza, lasciaro a dietro la loro pedestre schiera; sicché, da quindi innanzi, in niuno luogo interi combatterono: ma i cavalieri soli e di per sé, senza sussidio di pedoni, e i pedoni poi di per sé senza sussidio de’ cavalieri. Ma dalla parte de’ Fiorentini addivenne il contrario, ché, per esser fuggiti i loro cavalieri alla schiera pedestre, si ferono tutti un corpo, e agevolmente vinsero prima i cavalieri e poi i pedoni. Questa battaglia racconta Dante in una sua Epistola, e dice esservi stato a combattere, e disegna la forma della battaglia; e per notizia della cosa saper dobbiamo, che Uberti, Lamberti, Abati e tutti gli altri usciti di Firenze erano con li Aretini; e tutti gli usciti d’Arezzo, gentiluomini e popolani guelfi, che in quel tempo tutti erano scacciati, furono co’ Fiorentini in questa battaglia. E per questa cagione le parole scritte in Palagio dicono: – Sconfitti e’ Ghibellini a Certomondo; – e non dicono gli Aretini, acciocché quella parte delli Aretini che fu col Comune a vincere, non si potesse dolere. Tornando adunque al nostro proposito, dico che Dante virtuosamente si trovò a combattere per la patria in questa battaglia: e vorrei che ‘l Boccaccio nostro di questa virtù più tosto avesse fatto menzione, che dell’amore di nove anni e di simili leggerezze, che per lui si raccontano di tanto uomo. Ma che giova a dire? la lingua pur va dove il dente duole, ed a cui piace il bere sempre ragiona di vini.

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